Dismetria degli arti inferiori

Se si dovesse tirare una linea che parte dalla sommità della testa al centro di gravità fra i due piedi in una persona eretta, si potrebbe comparare la metà del corpo di destra con quella di sinistra. All’apparenza sembreremmo simmetrici: due occhi, due narici, due orecchie, due braccia, due gambe, ecc.... Ma osservando più attentamente si noterebbe che la simmetria perfetta non esiste, in quanto si vedrebbe che un occhio è più piccolo dell’altro, il naso è leggermene deviato o un orecchio è più alto rispetto all’altro. Alcune di queste differenze sono dovute a un aspetto puramente strutturale, ovvero un “difetto di fabbrica”, mentre altre sono di natura funzionale, cioè la struttura è corretta e simmetrica ma la differenza si nota per un aspetto posturale non corretto.

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Per dismetria degli arti si intende la differenza di lunghezza di una gamba rispetto all’altra. Questa differenza può essere osservabile in postura eretta, vedendo che un fianco è più alto o più basso rispetto all’altro, oppure quando si è stesi orizzontalmente, dove si può notare che un piede “finisce prima” dell’altro.

La prima cosa da fare è distinguere se questa differenza sia strutturale o funzionale. In una gamba corta strutturale il problema potrebbe essere dovuto a un femore più corto o una tibia più corta, a causa di un cambiamento genetico, un difetto di sviluppo oppure a un trauma che ha causato un disallineamento delle ossa ed è risultato in un accorciamento della lunghezza totale dell’arto. Per capire se la dismetria degli arti inferiori sia strutturale, bisogna misurare la distanza dalla spina iliaca anteriore superiore (SIAS) al punto centrale del malleolo mediano (o interno), comparandola alla misura dell’altra gamba. Una differenza fra queste due misure indicherebbe una dismetria strutturale.

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rotazione iliaca

Una gamba corta funzionale, invece, non presenta delle ossa più corte, quindi la struttura è intatta e simmetrica da parte a parte, ma la differenza consiste in come funziona la biomeccanica dell’arto inferiore, partendo dal bacino. L’ilio, la metà del bacino che si articola con una superficie dell’osso sacro all’articolazione sacroiliaca, può essere inclinato in avanti o indietro, il che causa una disfunzione dei muscoli circostanti, che devono compensare per evitare che questa disfunzione peggiori e mantenere il corpo il più dritto possibile. Così facendo cambia la posizione del bacino dove si articola con il femore all’articolazione coxofemorale (comunemente detta “anca”), spostando il punto di appoggio più in alto rispetto all’altra gamba e di conseguenza tutta la gamba si trova più in alto, dando l’apparenza di una gamba più corta.  Per confermare una dismetria funzionale bisogna misurare la distanza dall’ombelico al malleolo mediano e compararlo con l’altra gamba. In genere, una dismetria strutturale darà anche una dismetria funzionale in quanto la gamba è effettivamente più corta.

Una dismetria delle gambe comporta sempre delle problematiche a livello pelvico, che possono manifestarsi nella colonna lombare come mal di schiena, nelle ginocchia e nei piedi in quanto appoggiano incorrettamente a ogni passo, fino addirittura a creare problematiche nella colonna cervicale, poiché il nostro cervello cerca sempre di mantenere la vista in posizione orizzontale e talvolta il collo deve piegarsi più da un lato per creare questa compensazione. Si parla quindi di "sindrome della gamba corta".

rialzino calcaneare

Quando il problema è strutturale e non c’è la possibilità di permettere al corpo di compensare correttamente a questa differenza, di solito si ricorre all’utilizzo di un rialzino calcaneare, che si mette sotto il tallone della gamba più corta per far sì che la differenza in appoggio non sia più presente. Se, per esempio, la differenza fosse di 5 millimetri non sempre il corpo ha bisogno di un rialzino di quella misura, ma basterebbe un rialzino più basso così che poi il corpo possa cambiare le compensazioni un poco per volta, in maniera corretta. Per questo è sempre bene chiedere a un professionista qual è l’azione migliore da prendere in questi casi.

chiropratico-misura-gamba

Se il problema fosse invece di natura funzionale, il chiropratico è in grado di individuare dove sia la causa di questa disfunzionalità attraverso test specifici. Una volta che questa è stata individuata nel corpo, è possibile correggerla con diverse tecniche e permettere al corpo di tornare a muoversi correttamente. Si tratta di ristabilire il funzionamento muscolare e articolare per riportarli in sintonia col sistema nervoso e questo spesso richiede del tempo, che varia da persona a persona in base alla cronicità del problema, alla quantità di compensazioni che il corpo ha dovuto creare e soprattutto anche in base alle abitudini giornaliere che uno ha, partendo dalla posizione seduta, alla postura in posizione eretta, alle calzature che uno indossa, alla seduta dietro al volante e tante altre azioni che si compiono ogni giorno senza nemmeno pensarci.